Serie 3 E90 cilindrata 2.0 Xd restyling




La novità della gamma restyling 2009 include la 320d xDrive in quanto BMW non aveva mai abbinato su una berlina la trazione integrale a un motore a 4 cilindri (mentre è da qualche anno che il X3 esiste nella versione 2.0d).

Il motivo di questa “novità” è semplice: l’anno scorso BMW ha venduto 320.903 vetture con il sistema di trazione xDrive, superando persino le Quattro di Audi e distanziando di molto il sistema 4Matic di Mercedes. Quindi l’allargamento dell’offerta di 4×4 verso il basso della gamma di Monaco è funzionale al rafforzamento di questo predominio nel segmento delle Integrali Premium.

Oggetto della prova è una nuovissima 320d xDrive Touring E91, auto che nell’allestimento Eletta base partirebbe da circa 40.000 Euro, ma che nell’esemplare provato, una Futura con gli interni in pelle, il cambio automatico e il sistema iDrive completo di ogni possibilità di intrattenimento (più varie ed eventuali), supera di slancio i 50.000 Euro. 100 milioni delle vecchie Lire sono una cifra eufemisticamente “importante” per una vettura del segmento D a quattro cilindri a gasolio, ma assolutamente in linea con l’offerta della concorrenza Premium e la prevedibile domanda della clientela. Va comunque detto che le modifiche della versione restyling, per quanto poche e mirate, rendono l’aspetto esterno decisamente appagante sia a livello estetico che di fattura degli allineamenti delle lamiere.

Anche all’interno, pur in presenza dei controversi arredamenti “minimalisti” di Bangle, la finitura è di ottimo di livello e su tutti spicca il nuovo schermo navigatore e multifunzione da 8,8 pollici comandato da un iDrive rinnovato nella grafica e nell’interfaccia di comando. Facile trovare la posizione di guida su questa Touring, che come su ogni BMW che si rispetti è praticamente perfetta: bassa ma non insaccata, permette di avere tutto sotto controllo. La visibilità è ottima e, dove non arriva il Park Distance Control, arrivano le sensazioni che dà l’auto che sono più da vettura sportiveggiante che da ingombrante e impacciata familiare “grandi carichi”.

L’auto è facile da gestire per le sue dimensioni, inferiori rispetto alle altre SW del segmento, senza che questo si ripercuota negativamente sull’abitabilità che è assolutamente paragonabile a quella di una Classe C o A4, che sono più lunghe.

Ma è su strada che NON arrivano le prime sorprese. Sull’asfalto asciutto e a velocità da codice, o poco più, la 320d xDrive è assolutamente identica alla sorella 4×2. Se non si sapesse che si sta guidando una 4×4 sarebbe difficile capirlo. Le prestazioni dell’integrale sono assolutamente in linea con la versione a trazione posteriore dato che BMW dichiara solo 15kg in più e 0,2 secondi in meno sul classico 0/100 che viene coperto in 8,4 secondi. Andando volutamente a cercare la differenza si nota un lieve aumento dello sforzo sullo sterzo, sia in manovra che in movimento. Cosa tutt’altro che sgradevole, visto che forzando l’andatura e cercando un po’ i limiti della vettura si nota una maggiore “compattezza” dello sterzo rispetto alle ultime versioni 4×2, che montano il servosterzo elettrico con una risposta lievemente più artificiale.

Si può quindi dire che il sistema di trazione integrale di BMW ha raggiunto la sua piena maturità. Chi è abituato alla sensibile differenza fra le Audi Quattro e le versioni a trazione anteriore o al sistema 4Matic di Mercedes con la sua taratura molto “conservativa” potrebbe trovare la cosa come un difetto. Ma per chi è abituato ad una BMW a trazione posteriore e vuole sentirsi “castrato” il meno possibile nel caratteristico Piacere di Guida della Casa dell’Elica, è un grandissimo pregio. Il tempo di scendere dalla vettura e accorgersi che, oltre alle sensazioni personali, anche BMW ha deciso che non ci debbano essere più differenze “visibili” fra le versioni a trazioni integrale e quelle a posteriore.

Sul portellone capeggia la scritta “320d” e non perché qualche operaio tedesco si è dimenticato di incollare la “320xd”, ma perché tutte le auto 4×4 di Monaco, di qualsiasi cilindrata, perderanno la “x” e non saranno più riconoscibili dalle versioni 4×2. Unico piccola differenza il logo xDrive sistemato sotto la freccia anteriore laterale. Chissà mai se a Monaco, visto che si stanno dimostrando così bravi nell’arte di unire l’Utile (Integrale) al Dilettevole (la Trazione Posteriore), un giorno riusciranno a fare una xDrive che fa i tondi come una trazione posteriore…

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