serie 3 E46 3.0 d


A dir poco eccezzionale le linee della Serie 3 coupè ed sui 204 CV dell’inesauribile 3 litri turbodiesel pure nella versione cabriolet !
Nuovo anche il cambio manuale a sei rapporti, una vera e propria “chicca”, che non riguarderà solo la 330Cd, ma verrà proposto di serie anche sulle 320d, 320td/325ti compact. Un consiglio: occhio agli autovelox, perché i 240Km/h si raggiungono in “men che non si dica” considerando i soli 7,2 secondi dichiarati per scattare da 0 a 100km/h…


Solo piccoli interventi di lifting per la carrozzeria. Cambiano sostanzialmente la forma dei gruppi ottici anteriori e la tecnologia di costruzione dei fari posteriori, ora caratterizzati da un’illuminazione a led. Nuovi anche i paraurti, dal design più aggressivo e la calandra, dalla classica forma a “rene” ora più allargata.Visti i valori in campo, non poteva certo mancare il sistema antisbandamento DSC (Dynamic Stability Control), disinseribile a piacere del pilota, utile nel caso di manovre d’emergenza o in condizioni d’aderenza precarie. Ovviamente di serie il sistema ABS ed il controllo della trazione.
Da segnalare, infine, l’interessante sistema Park Distance, utilissimo nelle manovre di parcheggio “più audaci”.



I temi sono due: perché coupé e perché diesel.


Nel caso specifico della 320 Cd si aggiunge un corollario: perché il quattro cilindri diesel di soli due litri quando c’è già (330 Cd) lo straordinario sei cilindri tremila? Coupé. Ogni macchina va prima di tutto capita. Nell’aprile del 1999, quando la BMW lanciò la serie 3 Coupé realizzammo che il nuovo modello era destinato a quella ristretta cerchia di utenza che ama l’auto personalizzata. Gente che veste su misura, abiti, scarpe, e per la quale la serie 3 berlina, pur nella sua eleganza, non è sufficientemente distinta. Il modello sarebbe gradito, perché raffinato e compatto, ma andrebbe tagliato ad hoc, aderente, a vita, con una nota personale sobriamente sportiva e raffinata.

La parola coupé è di origine francese!


La parola coupé è di origine francese e letteralmente significa tagliato: la coupé è una berlina con la porzione posteriore dell’abitacolo tagliata via. Ma, per estensione, è anche una vettura sportiva, dal piccolo abitacolo, una berlinetta dal disegno originale. Da noi prevale questo secondo significato. Pensiamo alla Fiat Coupé, all’Alfa Gtv e andando indietro nel tempo, alla Fulvia Coupé, alla Giulietta Sprint o alla Fiat 2300 S. Eppure la nuovissima Alfa GT ricalca proprio il concetto letterale di coupé, come questa BMW. Evidentemente il mercato c’è.Diesel.

Per molti ma non per tutti...

La 330 Cd interessa e molto, ma per alcuni tre litri sono tanti. Meglio due, anche in considerazione del fatto che il quattro cilindri BMW è probabilmente il miglior diesel della categoria. Ma sarà sufficiente? La risposta poteva essere data a tavolino, solo pensando a come e quanto va la 320d berlina (che dal 1998 a oggi è stata venduta in Italia Ë in oltre 72.000 esemplari). Ma abbiamo voluto provare e oggi abbiamo gli elementi per dire che la Coupé va ancora meglio della berlina. Non va di più, perché le prestazioni sono le stesse (e ce n’è d’avanzo). Va meglio grazie all’assetto leggermente abbassato e irrigidito, ai cerchi da 17” (optional) e ai pneumatici superribassati 245/40. Ora, ci sembra perfino ozioso parlare del comportamento su strada di questa coupé BMW. È nota la vettura, è noto il motore. Un connubio è perfettamente riuscito. In quanto a prestazioni il piccolo quattro cilindri a gasolio non fa rimpiangere (troppo) gli altri motori della gamma, nemmeno il potente sei cilindri a benzina di tre litri, rispetto al quale ha addirittura più coppia e consuma la metà. Inutile ripetere che la trazione posteriore regala una qualità di guida ancora inarrivabile dal popolo delle tutto avanti. Due soli appunti: la regolazione manuale del sedile è imprecisa e inaccettabile su un’auto del genere, si impone quella elettrica (optional). La fascia chiara alla base del parabrezza che raccorda i montanti crea un fastidioso riflesso. Se ne farebbe tranquillamente a meno.

6 CILINDRI DIESEL

Il motore diesel conobbe una vera e propria consacrazione nel 2003, quando apparve per la prima volta su una coupé smaccatamente sportiva come quella Bmw oltre che sulla Mercedes CLK 270 CDI. Fu un successo assoluto. Merito delle doti telaistiche del modello, ma anche di una insonorizzazione particolarmente curata e delle comprovate qualità del sei cilindri turbodiesel tedesco. La risposta ai comandi del gas era ed è talmente pronta e vigorosa da renderla vincente anche nei confronti della sorella 330i a benzina. Al’interno pochi elementi la distinguono da una qualsiasi Serie 3 Coupé a benzina; il contagiri, il cambio a sei marce ( di serie anche sulal 325i e 330i), e il volante a tre razze identico a quello della M3. Per il resto si ritrova la consueta qualità Bmw , una posizione di guida ottimale, un impianto clima molto efficace, il classico pedale dell’acceleratore incernierato verso il basso, la corta leva del cambio con pomello in pelle e un buon bagagliaio di 410 litri. Il passaggio dai 184 ai 204 Cv rispetto al 330d ...Il passaggio dai 184 ai 204 Cv rispetto al 330d e della coppia massima da 38,8 kgm a 1.750 giri/min a 41,8 a 1.500 giri/min era dovuto all’aumento della cilindrata da 2.926 a 2.992 cc con una corsa aumentata di 2 mm e a novità all’impianto di ineizione e sovralimentazione. La pressione del turbocompressore a geometria variabile con palette dalla nuova geometria passava infatti da 1.350 a 1.600 bar. Un’altra novità riguardava il cambio a sei marce con un rapporto al ponte di 2,47 anziché il 2,28 della 330d berlina. Su strada la coupé tedesca regala grandi sensazioni appena l’ago del contagiri supera i 1.500 giri. Una spinta costante ed entusiasmante vi accompagna lungo tutta la progressione, fino a 4.500 giri/min, dove è meglio cambiare marca per sfruttare la generosa coppia del sei cilindri turbodiesel. Efficacissima, scatta da 0-100 km/h in 7,2”, raggiunge il km da fermo in poco più di 27” e i 242 km/h di vel max. Sono soprattutto le doti di ripresa però a sorprendere, nelle ultime tre marce, grazie a un coppia massima di 41.8 kgm costante tra 1.500 a 3.250 giri/min. Su strada si ritrovavano tutte le qualità. Su strada si ritrovavano tutte le qualità delle altre coupé.Ottimo l’inserimento in curva, rollio limitato in percorrenza e un equilibrio complessivo lodevole. Il sovrasterzo in uscita di curva era sempre molto progressivo e facile da controllare nonostante, secondo Quattroruote, lo sterzo non fosse particolarmente diretto. Silenziosa e comoda, consumava anche poco, considerate le prestazioni: 10 km/l circa in città, 15.7 su ciclo extraurbano e oltre 18 km/l in autostrada.

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